Tutte le Valli

29 DELEGATI DI “TERRA MADRE” OSPITI NEL TERRITORIO DI “MOVE”

Dal 20 al 24 settembre 2018 si svolgerà a Torino Terra Madre Salone del Gusto 2018, il più grande evento
internazionale dedicato al cibo, che quest’anno ha adottato come sottotitolo “Food for Change – Cibo per
il Cambiamento”.
Il meeting riunirà migliaia di rappresentanti di comunità del cibo, che per cinque giorni porteranno in città
l’agrobiodiversità dei cibi del mondo e si confronteranno su problemi e soluzioni comuni, oltre a cuochi,
docenti e visitatori provenienti da tutto il mondo e impegnati a promuovere una produzione alimentare
locale, sostenibile, in equilibrio con il pianeta e rispettosa dei saperi tramandati di generazione in
generazione.
Come già avvenuto nelle precedenti edizioni, alcuni cittadini di Saluzzo e del territorio saluzzese hanno
dato la propria disponibilità ad accogliere un gruppo di persone, appartenenti alle comunità del cibo, e per
tutta la durata della manifestazione ospiteranno così 29 delegati di Terra Madre, provenienti dall’Europa
Centrale (Belgio e Germania), dell’Est (Russia, Croazia, Azerbaijan e Bielorussia) o dall’Africa (Burkina
Faso). Ancora una volta le case e le strutture della pianura Saluzzese e della Valli del Monviso si aprono
all’altro, a piccoli produttori e contadini provenienti da altre parti del mondo, persone alle quali far
conoscere il territorio e le produzioni locali, e dalle quali apprendere saperi antichi e sapori da riscoprire.
Per parte sua, il Comune di Saluzzo organizzerà e coprirà le spese di tutti i trasferimenti da e per Torino
che vedranno coinvolti i delegati ospitati nel nostro territorio.
Per quanto riguarda invece le produzioni agricole nostrane, come già avvenuto lo scorso anno, i prodotti
inseriti nell’Atlante dei sapori del territorio MOVE faranno bella mostra di sé nei due stand allestiti
all’interno del salone del Gusto, presso i quali, a rotazione, 6 aziende del nostro territorio esporranno le
eccellenze della loro attività. Si tratta dell’Azienda Agricola Bargiolina di Barge, l’Apicoltura Biologica
di Elva, il Consorzio Sofran di Valgrana, l’Azienda Morre Massimo di Caraglio, lo Zafferano del
Monviso di Martiniana Po, l’Ape d’Oc di Demonte.
A queste 6 aziende se ne aggiungono poi altrettante che esporranno i loro prodotti presso il Salone del
Gusto in rappresentanza del neonato Consorzio Valle Stura Experience di Demonte.

 

Andrea Garino – Ufficio Stampa

Valle Po

Il Mombracco e #mombraccoinfoto2018

Più di cinquecento anni fa, il Mombracco aveva catturato l’attenzione di Leonardo da Vinci. Il genio toscano lo citò infatti in un suo trattato, decantando le proprietà della sua pietra, la quarzite, definendola bianca e senza macchie come il marmo di Carrara e dura come il porfido.

Il Monte Bracco si trova tra la valle Po, la valle Infernotto e la pianura cuneese ed è accessibile dai sei Comuni che lo circondano.  Ciò che lo rende così particolare è la ricchezza di paesaggi molto diversi e fusi fra loro: si alternano infatti zone più montane con altre per lo più piane, aree verdeggianti e boschive con placche isolate e rocciose e luoghi di culto religioso e con altri di storia pagana. E’ un luogo alternativo alle alte quote, di vedute mozzafiato da scoprire, ricco di vedute mozzafiato da scoprire e di offerte per ogni tipo di visitatore e dotata percorsi per chi ama l’aria aperta e il rapporto con la natura, l’outdoor, la bicicletta, il trekking, la MTB, l’arrampicata, il fitwalking, il bouldering…

Questa montagna di media altezza, che raggiunge la sua massima quota con la Croce di Envie, dispone di un anello di trekking percorribile in un solo giorno per i camminatori più allenati o da dividere su due giornate per rendere il viaggio più apprezzabile, con un’altitudine compresa tra i seicento e i mille metri. Numerose sono le testimonianze di antropizzazione visibili nei terrazzamenti e nelle meire in pietra costruite sotto le balme rocciose. Queste ultime sono borgate costruite interamente sotto un tetto di roccia naturale aggettante. Le abitazioni, edificate con muri in pietra a secco, legno e lose, sfruttano dunque il riparo della roccia sovrastante. La più nota e visitabile con le guide Vesulus (tel. 339.6908179) è Balma Boves (www.balmaboves.it). Sul Mombracco sono state ritrovate anche incisioni rupestri che mostrano figure umane e che risalgono all’Età del Ferro, ovvero 3000/5000 anni fa. ). Secondo una credenza locale, si narra che lungo le pendici del Mombracco siano presenti le fàje, personaggi magici simili a donne di dimensioni ridotte, di brutt’aspetto, trasandate, pelose e piuttosto dispettose.

Esistono itinerari dedicati alla mountain bike, caratterizzati da susseguirsi di sali e scendi, di ripide salite ed entusiasmanti discese su sterrato. In particolare vi sono tre anelli che consentono di percorrere la sommità del monte snodandosi in ambienti molto diversi e garantendo una splendida visuale panoramica, sia sulla pianura, sia sulla catena del Monviso. Questi sentieri salgono tra i boschi di betulle, noccioli e castagni secolari e sono racchiusi da muri di pietra a secco: i bouschet. Per informazioni e accompagnamenti, sono a disposizione le guide MTB “Discovery Monviso”.

Per gli appassionati di climbing sono presenti diverse falesie sulle quali sono state aperte innumerevoli vie, grazie ad uno stupendo gneiss che attira da sempre un crescente numero di arrampicatori. Le pareti più note agli appassionati sono quelle del versante Sud, ma la bellezza e la varietà della roccia offrono zone di scalata molto apprezzate anche sugli altri versanti.

I cultori del bouldering, invece, hanno un’autentica predilezione per i massi del Mombracco. La loro attività, che è stata riscoperta da poco tempo, ha trovato in gruppi di giovani appassionati un’energia contagiosa. Sui massi del Mombracco gli sportivi del genere si dilettano in numerosi movimenti e i campioni mondiali come Christian Core hanno disegnato nuove linee.

Per gli amanti del fitwalking cross è a disposizione un percorso di una lunghezza di circa 6 km che percorre piacevoli ambienti fra boschi di castagno a cui si alternano prati sfalciati in un contesto paesaggistico molto curato. La partenza è dall’ex Centrale di Rocchetta.

Oltre a molteplici percorsi dedicati agli sport più svariati si aggiungono le visite guidate che permettono di esplorare il mondo animale e vegetale e di riconoscere i segni dell’uomo sul territorio. Gli accompagnatori naturalistici sono disponibili per proposte a gruppi e scolaresche.

 

IL CONTEST FOTOGRAFICO #mombraccoinfoto2018

Storia e cultura, sport e mistero si intrecciano sui sentieri della “Montagna di Leonardo”: tra scorci mozzafiato sul Monviso e aperture sulla pianura, si possono scoprire antiche borgate, monasteri, incisioni rupestri, memorie di una civiltà rurale che si racconta nel legno e nella pietra.

Racconta il Mombracco attraverso la fotografia e partecipa al contest fotografico #mombraccoinfoto2018: le immagini selezionate saranno esposte in una mostra itinerante e tutti gli autori riceveranno in omaggio una copia del fotolibro ufficiale del concorso. C’è tempo fino al 31 ottobre!

L’iniziativa è promossa dall’Unione Montana dei Comuni del Monviso con la collaborazione dei Comuni di Barge, Envie, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront; la sostiene anche il Parco del Monviso insieme ad ATL Cuneese, VisitMove, Unione Montana Barge – Bagnolo Piemonte, Valli del Monviso, Vesulus Accompagnatori Naturalistici e IG Piemonte & Valle d’Aosta.

Regolamento completo su www.mombraccoinfoto.it

 

Valle Maira

Turismo dolce: una tendenza europea

Basta dare un’occhiata in una qualsiasi libreria per notare, per lo più nella sezione viaggi, la presenza di numerose pubblicazioni dedicate ai principali cammini, come il famosissimo cammino di Santiago de Compostela oppure la via Francigena, accanto a numerosi altri volumi sui sentieri delle nostre Alpi e Appennini, il camminare a piedi o con le ciaspole in inverno. È il segno di come il camminare e, soprattutto, farlo in un ambiente naturale sia diventato qualcosa di più che un semplice passatempo di pochi appassionati per avvicinarsi ad uno stile di vacanza e talvolta di vita di sempre più ampie fasce della popolazione che si cimentano nelle diverse attività outdoor.

Per sport outdoor consideriamo tutte quelle attività o discipline sportive che hanno come terreno comune di azione la natura: dall’acqua alla roccia, dalla terra all’aria. Quindi dalla passeggiata di poche ore ai trekking di più giorni, dal cicloturismo alla mountain bike, l’equitazione, il volo a vela, l’arrampicata e l’alpinismo in estate e lo scialpinismo e le passeggiate con le racchette da neve in inverno; sono solo alcuni esempi delle numerose attività che hanno visto aumentare costantemente il numero dei praticanti. Già dalla fine degli anni Novanta e in particolare con gli anni Duemila c’è stata una profonda mutazione. Lo sport outdoor è passato da una pratica da parte di gruppi limitati al coinvolgimento di grandi strati di popolazione Assosport (2016). Nell’universo outdoor oggi sono rappresentate tutte le fasce d’età e ceti economico-sociali differenti tra loro. Si va dai giovanissimi alle famiglie, fino alla terza età. Sono coinvolti praticanti di ogni livello sociale. Diviene così una risorsa economica non marginale per territori che hanno un patrimonio ambientale da valorizzare e proporre. Ed è interessante notare che anche in questi anni di crisi i territori che a suo tempo hanno investito in questo tipo di offerta vedono un movimento con continui trend in crescita: un turismo di prossimità capace di soddisfare il bisogno di movimento e natura diventa un’appetibile e praticabile alternativa turistica sulla porta di casa. Il “vivere diverso”, il “muoversi” è diventato nel mondo una necessità così come per tanta parte della popolazione senza dover per forza fare viaggi esotici o lontani.

Le forme di turismo alternative sono in una fase di vero e proprio boom. Secondo diversi studi di settore crescono ad un tasso quasi tre volte superiore a quello a quello del turismo tradizionale. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, nei prossimi dieci anni l’incremento delle entrate turistiche in Europa proverrà per lo più da forme alternative di viaggio che non coinvolgono il classico turismo “sole e sabbia” o dei “city break”. Questo “nuovo” tipo di turismo dovrebbe corrispondere al 20% circa dei viaggi nei prossimi 20 anni ed è destinato a crescere più in fretta di qualsiasi altro segmento di mercato.

Innanzitutto cerchiamo di fornire qualche dato in grado di dare un ordine di grandezza al fenomeno outdoor. Sono dati su cui non esistono numeri certificati perché si ha a che fare con attività che si svolgono per lo più fuori da impianti, terreni o strutture a pagamento, quindi difficili da quantificare. Possono però essere fatte delle stime. Per esempio si può stimare il valore del mercato dell’attrezzatura e dell’abbigliamento per lo sport outdoor. Il rapporto Assosport (2016) stima in 226 miliardi di euro il valore di questo mercato a livello mondiale, in 66 mld quello europeo e di 7,6 mld quello italiano.

Nel 2012 altre stime attribuivano 14 miliardi di euro al solo mercato europeo: pur trattandosi di indagini diverse si può notare un considerevole aumento. Il mercato più importante è la Germania, seguono il Regno Unito, la Francia, mentre Italia, Austria e Svizzera si collocano agli ultimi posti. In totale si calcola che i paesi dell’arco alpino influiscano su questo valore per il 55% del totale. I paesi del nord dell’Europa occupano un 15/16% e sono in crescita i paesi dell’Est Europa (Polonia e Repubblica Ceca). Mettendo in relazione questi dati con le stime sui praticanti dei singoli paesi si stimano in circa 80/100 milioni i praticanti di sport outdoor in Europa così ripartiti: 25 milioni in Germania; 15 milioni in Francia; 6 milioni in Italia; 6 milioni in Svizzera; 6 milioni in Austria, per un totale di 55 milioni di praticanti nei paesi dell’arco alpino.

La rete sentieristica regionale

In Piemonte, la legge regionale 12/2010 “Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte” ha sancito un processo iniziato da diversi anni da parte dell’Assessorato alla Montagna e ha trovato nell’intervento normativo l’occasione per far emergere il prezioso, ancorché poco conosciuto, lavoro svolto negli anni dai funzionari dell’Assessorato. Lo scopo è duplice: censire e mettere in sicurezza la rete dei sentieri e dare respiro alla creazione di un sistema turistico alternativo ai modelli più tradizionali e con il pregio di offrire opportunità di occupazione e sviluppo in territori di montagna troppo spesso considerati (e trattati) come marginali e problematici.

(di  Carlo Albero Dondona – IRES Piemonte)

Per l’articolo completo https://bit.ly/2yqp5Pk

Foto: Sergio Simondi

Valle Maira

Solstizio – La Festa del Turismo Dolce nelle Alpi

Il turismo alpino è profondamente cambiato. Dalla visione consumistica della seconda metà del Novecento, sul finire del secolo si è passati al “consumo di emozioni”, sommariamente accorpate sotto stereotipate voci (sport, cultura, gastronomia, divertimento). Poi la domanda si è evoluta ulteriormente, e oggi una buona metà dei turisti della montagna non si accontenta di vivere un’emozione: vuole tornare a casa con un’esperienza. Da consumatore passivo, prodotto egli stesso del mercato turistico, il viaggiatore del XXI secolo vuole diventare protagonista attivo, consapevole e competente. È il cosiddetto “turista responsabile”, che pratica un turismo dolce o sweet.

Il turismo dolce si definisce come tale perché ha un approccio di curiosità e di scoperta per i territori, non ricerca la mera riproduzione di una visione di montagna data dalla pianura ma ne scova i tratti caratteristici e le mille sfaccettature; è fatto dai singoli e da gruppi di persone, non dalle grandi S.p.A. o multinazionali; predilige il contatto diretto con l’ospite e lo accoglie mostrandogli che non sempre vi è un camino tirolese ad aspettarlo, ma l’atmosfera appare non di meno calorosa; nell’offerta di turismo dolce sono importanti le attività complementari che ne decretano la polifunzionalità. La sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) non è mero slogan bensì base per la stessa vitalità del comparto.
Il turismo dolce è un’idea di montagna capace di futuro, dolce, leggera e sostenibile: dolce perché ha a cuore il rispetto dell’ambiente alpino, naturale e umano; leggera nella scelta dei mezzi di trasporto e delle attività, che rinuncia alle grandi infrastrutture impattanti e ai divertimenti rumorosi e inquinanti; sostenibile per il territorio, per chi lo vive e per chi lo frequenta, dal punto di vista ambientale, economico e sociale.” Maurizio Dematteis (Dislivelli)

Solstizio 2018

Per dare visibilità e orgoglio a questo universo in continua crescita, il solo che consenta un futuro di sostenibilità turistica per le Alpi e le altre montagne italiane, l’associazione Trip Montagna (Turismo responsabile in Piemonte) e l’Unione Montana Valle Maira (con MOVE, Percorsi Occitani, Consorzio Valle Maira e con il sostegno di Fondazione CRC e Regione Piemonte) promuovono questo grande evento estivo che chiama a raccolta tutti gli attori della rinascita alpina: mondo della cultura, mondo dello spettacolo, mondo dell’informazione, professionisti del turismo a basso impatto (gestori dell’accoglienza, guide alpine, guide escursionistiche, parchi, ecomusei, operatori sul territorio) e naturalmente il pubblico, senza limiti di età e provenienza.
La prima Festa della Montagna Dolce sulle Alpi si svolge ad Acceglio, in Valle Maira, nel lungo week end da venerdì 22 a domenica 24 giugno 2018, con due serate di testimonianze, storie e spettacoli e due giornate per sperimentare dal vivo, sulle montagne piemontesi, la bellezza e l’emozione di un’escursione, un’arrampicata o un piccolo tour in mountain bike. Le guide mettono a disposizione una rosa di professionisti per accompagnare chi non ha esperienza di montagna o intende provare un’esperienza nuova, migliorandosi.

Valle Varaita

L’Osservatorio astronomico di Bellino

L’Osservatorio astronomico di Borgata Celle, costruito nel 2004 con i finanziamenti del PSR 2002-2006, è stato voluto dall’Amministrazione comunale di Bellino con il proposito di valorizzare la risorsa, già radicata fin dall’antichità, delle meridiane presenti sul proprio territorio. [scopri +]

Valle Maira

Espaci Occitan

L’Associazione Espaci Occitan nasce nel 1999 a Dronero, in Valle Maira ed è formata da enti pubblici del territorio alpino. Il suo obiettivo è la promozione linguistica, culturale e turistica delle valli occitane. Attraverso l’Istituto di Studi Occitani, il Museo Sòn de lenga e lo Sportello Linguistico vuole essere un punto di riferimento ed uno spazio aperto a tutti: agli studenti di scuole di ogni ordine e delle università, e ai turisti o appassionati della cultura dell’area occitana.

Tutti possono compiere un viaggio virtuale nel Museo, reperire materiale per ricerche e studi, chiedere consulenze e traduzioni, partecipare ai corsi di lingua e alle numerose attività culturali proposte non solo a Dronero e in Val Maira, ma su tutto il territorio occitano alpino.

Ogni anno l’Istituto di Studi Occitani è attivo su differenti progetti.

Tra i più longevi e seguiti ci sono sicuramente i corsi di cultura e lingua occitana, sia in modalità frontale che on line (i primi in Italia a elaborare una piattaforma e metodologia per l’insegnamento di una lingua minoritaria, 13 anni fa). Continua è la ricerca dialettologica ed elaborazione di piccoli dizionari on line (Val Gesso, Val Pesio ecc) o cartacei, come il Dizionario dell’Occitano alpino. Importante è la collaborazione con le scuole con la proposta, accanto alle visite didattiche, di laboratori dalla scuola dell’infanzia sino all’università dedicati a lingua, musica, danze, architettura, botanica, letteratura e tutto ciò che è inerente il mondo delle valli occitane.

Sono stati realizzati importanti progetti anche sulla toponomastica, come quella delle borgate della Val Maira, con l’installazione di oltre 300 cartelli.

È possibile inoltre affittare strumenti musicali come ghironde e l’organetti per avvicinarsi alla musica occitana.

Nella biblioteca e mediateca sono a disposizione del pubblico migliaia di volumi in lingua occitana o in italiano sulla storia, geografia, musica, cultura dell’Occitania e delle Valli: la raccolta fa parte del Sistema Bibliotecario del Piemonte e i volumi si possono consultare e prendere in prestito.

Lo Sportello Linguistico legato all’applicazione della Legge 482/99 è attivo ormai da oltre 15 anni e fornisce consulenze ai gruppi musicali che vogliono rivedere i testi occitani dei loro cd o supporto per le pubblicazioni cartacee, specialistiche o per bambini (ultimamente La chabra de Monsù Seguin di Daudet adattata all’occitano alpino e Catarina e l’ase, leggenda della Val Varaita, curati da Caterina Ramonda), ma anche piccole traduzioni e consulenze per appassionati e privati.

Per scoprire tutte le attività dell’Associazione, gli eventi e le ultime notizie potete consultare il sito: www.espaci-occitan.org, seguire la pagina Fb @museooccitano e Twitter @EspaciOccitan.

Valle Po

Verzin

Verzin, Chiva, Canfora, Plasma, Aiga, Brac, Pomèla, Verzòt,  Marmo e Marma, Gilindo, gli gnomi francesi….

Molti i protagonisti di questa storia ai piedi del Monviso, che Giacomo ci racconta in occitano.

Un video realizzato dalla Chambra d’Oc per un progetto della Comunità Montana Valli del Monviso con il contributo di cui alla L. 482/99, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”.

Clicca qui per vedere il video: Storia di stalle e stelle…ad Ostana

 

Foto Tobias Luthe

Valle Grana

Nuova stagione al Filatoio di Caraglio

Il suo nome, Museo del Setificio Piemontese, basta da solo a far capire di cosa si tratti. Il Filatoio Galleani di Caraglio, oppure Filatoio Rosso secondo l’appellativo più diffuso a Caraglio e dintorni, si prepara ad una nuova stagione di apertura. Il weenkend di Pasqua, con i consueti orari di apertura, giovedì, venerdì e sabato pomeriggio, domenica dalle 10 alle 19, prenderà ufficialmente il via la nuova stagione.

Oltre all’allestimento permanente, dedicato all’epopea della seta in Piemonte, che propone fedeli e funzionanti ricostruzioni dei macchinari seicenteschi, la Fondazione Filatoio proporrà nel corso dell’anno molte mostre ed iniziative, seguendo tre filoni portanti. Il primo, per storicità, riguarda l’arte tessile, proponendo una prosecuzione delle tematiche legate alla FiberArt, il secondo all’arte ed alla cultura, ospitando esposizioni di lavori pittorici, convegni e giornate dedicate all’arte. Il terzo, riguarda il territorio, in quanto, oltre allo storico spazio denominato Beico, verranno dedicati al territorio nuovi spazi e molti momenti di approfondimento.

Non saranno tralasciati nemmeno i più piccini, con eventi e laboratori dedicati a scuole e famiglie.

Per scoprire il calendario delle mostre, gli eventi e le ultime notizie dal Filatoio di Caraglio consigliamo di consultare il sito: www.filatoiocaraglio.it

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