Una cultura che coinvolge

Un passato ricco di storia e un presente che ha scommesso sulla cultura. Move ti invita a scoprire l’identità occitana e le antiche vestigia del Marchesato nelle tradizioni popolari, nella musica e nell’arte, nei castelli e nelle dimore signorili. Scopri l’arte e la cultura con Move.


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Balma Boves

Balma Boves

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Pianuta Saluzzese

Scoprire gli affreschi con il QR code a Busca

Alla scoperta degli affreschi dei fratelli Biazaci con il QR Code

Sulle facciate delle cappelle un qr code permette di ‘vederle’ dall’esterno e conoscerne la storia, per il Museo Diffuso Cuneese.

Sono state installate sulle facciate delle cappelle di Santo Stefano, San Sebastiano, Madonna del Campanile, San Martino, che contengono le opere quattrocentesche dei Fratelli Biazaci da Busca, le targhe che espongono il qr code cui accedere tramite lo smartphone o il tablet per  conoscere la storia delle opere d’arte, in italiano, inglese e francese,  ed entrare nella rete di promozione del Museo diffuso del Cuneese.

Ora gli interni sono sempre visitabili, almeno virtualmente, attraverso il qr code posizionato all’esterno degli edifici, i quali di solito devono rimanere chiusi e sono accessibili soltanto in occasione di eventi oppure su prenotazione. Con questo metodono si portano a conoscenza dei visitatori le opportunità che incontrano lungo la strada, in attesa di programmare una visita successiva. Prenotazioni: ufficio.turisticobusca@libero.it ; segreteria@comune.busca.cn.it

Partecipando al portale del Museo Diffuso,  Busca entra a far  parte di una rete di  monumenti collegati e di un circuito di visite in ampliamento sul territorio provinciale, ad incominciate dalla  valorizzazione di alcune fra le sue  opere d’arte più importati: i quattrocenteschi dipinti dei Fratelli Tommaso e Matteo Biazaci da Busca.

Tutte le Valli

Uvernada & Rudunà

26/28 ottobre 2018 _ Saluzzo

A Saluzzo la festa d’autunno delle genti occitane e
la sfilata dell’orgoglio margaro

“Jà mai aquì, di nuovo qui”
L’Uvernada ritorna

Se c’è una festa che ha caratterizzato la rinascita musicale delle valli occitane, accompagnandola negli ultimi ventotto anni, è proprio questa: l’Uvernada. Nata come celebrazione annuale del gruppo da cui tutto è iniziato, omaggio alle migliaia di persone che hanno accompagnato e vissuto il percorso culturale e sociale di trasformazione/evoluzione della musica d’òc cisalpina, da semplice manifestazione folcloristica a fenomeno di massa, si è chiamata per anni “Festa de Lou Dalfin”, per cambiare nome nelle ultime sette edizioni. Il motivo è stato un gemellaggio con la grande kermesse estiva di Rodez, l’Estivada.

Tra spostamenti di sede e cambiamenti di formula il palco dell’Uvernada ha visto, in tutti questi anni, alternarsi i principali gruppi della musica occitana e tutta una serie di formazioni “contigue”, sempre davanti a un pubblico variegato, cresciuto e consolidatosi nel tempo. Da Massilia Sound System alla Talvera a Castanha e Vinòvel, passando per Modena City Ramblers, Africa Unite, Dubioza Kolektiv e una miriade di altri gruppi, i suoni più disparati hanno celebrato il rito di un incontro che vede nello spirito più vero e antico della cultura d’òc, fatto di inclusione e scambio, la propria ragione di essere.

L’edizione di quest’anno si basa sull’idea di incontro tra terre alte. Highlands d’òc, potremmo dire. Le nostre valli accolgono musicisti, liutai, ballerini, artigiani, amici dal massiccio centrale e dai Pirenei. Un triangolo magico che unisce le tre catene montuose più alte delle terre occitane.
Arriveranno gli oboi del Coserans, nel dipartimento dell’Ariège, le bourrées, le cornamuse, le ghironde d’Auvergne, i nostri sonadors di clarinetto e fisarmonica, la nostra polifonia, ma non solo, anche le lame e i coltelli delle Alpi d’òc, i libri, i formaggi del Forez, i margari, i liutai con gli organetti mitici delle Marche, le violas di Jenzat, i fifres e i galobets di Provenza”.

Il direttore artistico Sergio Berardo, leader dei Lou Dalfin

 

La nuova edizione di Uvernada inizia, prima ancora che con la musica, con alcune novità e la voglia di narrare la “tradizione delle Vallate occitane” attraverso diversi linguaggi: l’artigianato, la terra e il lavoro, il gusto. Per essere più presente e inserita nella città, quest’anno l’Uvernada si svolgerà in tre sedi diverse a Saluzzo: venerdì sera un momento di musica d’ascolto al Teatro Magda Olivero, sabato il grande concerto con Lou Dalfin al Pala CRS e domenica, dal mattino, festa in Piazza Cavour, per e con i saluzzesi. Senza dimenticare gli stage di danza del sabato pomeriggio e le animazioni al mercato del sabato mattina.

La musica Tre giorni per danzare, ascoltare e suonare
Il via dal Teatro Magda Olivero con Sergio Berardo e la Grande Orchestra Occitana.
Quindi spazio al Foro Boario e al sabato di festa dei Lou Dalfin con gruppi ospiti.
Come tradizione saranno presenti spazi dedicati alla liuteria e agli strumenti, per incontrare i grandi Maestri provenienti da tutta l’Occitania. Nella ex Caserma Musso, a cura di Daniela Mandrile e di Les Irètges, due stage di danza.

La rudunà con A.RE.MA – Associazione Regionale Margari _ Il Foro Boario, quest’anno, racconterà anche la montagna attraverso il lavoro dei Margari che, scesi dagli alpeggi, faranno una grande festa portando i loro animali. Tappa al Foro, quindi la grande sfilata per le vie di Saluzzo, la Rudunà. Porteranno gli animali e i formaggi nati con il latte dell’estate trascorsa in alta montagna.
L’ Ala di Ferro sarà infine spazio per raccontare l’artigianato e la coltelleria storica delle Vallate Occitane, al loro fianco i prodotti dei Margari ma anche tanta musica e i balarin.

Tre giorni di musica, storia, cultura, danza e socialità nel segno della tradizione occitana.

 

Tutte le Valli

CARLO ALBERTO DI SAVOIA

da Re di Sardegna a conte di Barge

21 ottobre – 18 novembre 2018
Ex Officina Ferroviaria, Piazza Stazione 4 – Barge

Apertura sabato e domenica
Ore – 10.00 / 18.00

Il 2 ottobre 1798 nasceva a Torino Carlo Alberto di Savoia, sovrano del Regno di Sardegna (che comprendeva anche Piemonte e Liguria) dal 1831 al 1849, un uomo figlio del suo tempo, diviso tra conservazione e rivoluzione. Conte di Barge, nel 1848 concesse lo Statuto Albertino, la Carta costituzionale che rimarrà in vigore fino al 1947, e le Regie Patenti, che riconoscevano diritti civili a Ebrei e Valdesi.
A 220 anni dalla sua nascita e a 170 anni dalle leggi da lui promulgate, il Comune di Barge dedica alla figura di Re Carlo Alberto un convegno e una mostra, un’operazione culturale per riscoprire una figura centrale del passato, legata a tappe salienti della storia e dell’arte di questo territorio. Il progetto è frutto della collaborazione del Comune con l’Associazione Centro Studi Principe Oddone di Saluzzo, la Segreteria delle LL.AA.RR. la Principessa Maria Pia di Savoia-Borbone Parma e i Principi Serge ed Eleonora di Jugoslavia.
Nuovi codici, apertura alla circolazione di nuove idee e impulso allo sviluppo del dibattito culturale: nell’Ex Officina Ferroviaria di Barge, oggi spazio di incontri tra arte e letteratura, si potrà rivivere un’epoca di grande fermento.

Dal 21 ottobre al 18 novembre 2018 sarà visitabile la mostra “Carlo Alberto di Savoia – Da Re di Sardegna a Conte di Barge”, che attraversa la vita del Re dalle Regie Patenti del 17 febbraio ‘48 e dallo Statuto Albertino del marzo dello stesso anno sino all’esilio e alla morte nel 1849.
Nella mostra, poi, due focus dedicati alle comunità religiose ebraiche e valdesi protagoniste nel 1848 delle Regie Patenti con le quali il Re riconobbe di fatto le libertà per tanti anni negate alle minoranze religiose.
In esposizione, grazie in particolar modo ad alcune collezioni private, quadri raffiguranti il Re e la famiglia, oggetti di vita quotidiana – un servizio da cioccolata del tempo, una delle sue pistole, un orologio o la spada del Parroco di Barge con su inciso il nome del Re. Vi saranno poi diversi pannelli che narreranno i rapporti della Città di Barge con i Savoia-Carignano – una lettera di Carlo Emanuele in cui si annuncia ai bargesi la nascita di Carlo Alberto, una copia dello Statuto, ancora inni scritti in suo onore e testi offerti dal Centro Culturale Valdese di Torre Pellice e dalla Comunità Ebraica di Torino.

Una serie di eventi collaterali arricchirà la mostra:

– tour di visite guidate al Real Castello di Racconigi, alla Banca del Vino di Pollenzo, alla Basilica di Superga di Torino e al Palazzo Reale di Torino, luoghi strettamente legati a Re Carlo Alberto.
– Chiacchierate in mostra, ad ingresso libero, a tema “Carlo Alberto”
– il gusto attraverso le specialità eno-gastronomiche locali proposte da ristoranti, pasticcerie e cantine locali, coinvolte direttamente nell’iniziativa con l’ideazione e la preparazione di uno speciale menù a tema “Sabaudo”.

L’inaugurazione ufficiale della mostra
“CARLO ALBERTO DI SAVOIA, DA RE DI SARDEGNA A CONTE DI BARGE”
si terrà domenica 21.10.2018

• Ore 15,00 – Salone Consiliare del Palazzo Comunale
Convegno dal titolo “Riflessioni su Carlo Alberto, un Carignano sul trono di Sardegna”
Interverranno:
Giulio DISEGNI – Comunità Ebraica
Bruna PEYROT – Comunità Valdese
Maura AIMAR – Presidente Centro Studi Principe Oddone
Moderatore: Matteo LOVERA
• Ore 17,30 – Ex Officina Ferroviaria
Cerimonia di inaugurazione ufficiale della mostra “Carlo Alberto di Savoia, da Re di Sardegna a Conte di Barge”
• Ore 19,30 – Alter Hotel di Barge
Cena benefica, il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione “Amici della Biblioteca di Barge”

Il calendario delle CHIACCHERATE IN MOSTRA

27 OTTOBRE 2018 – ore 15.00
RACCONIGI – sala consiliare del Comune
“IL CASTELLO ED IL PARCO DI RACCONIGI NELL’AMPLIAMENTO CARLO ALBERTINO”
a cura dell’architetto MONICA NARETTO

3 NOVEMBRE 2018 – ore 15.00
RACCONIGI – sala consiliare del Comune
“CARLO ALBERTO NELLE LETTERE E NEI RICORDI DEGLI UOMINI DEL SUO TEMPO”
a cura dell’architetto NADIA LOVERA

4 NOVEMBRE 2018 – ore 15.00
BARGE – ex officine ferroviarie
“LA NOBILTA’ E LE SUE REGOLE – IL BON TON DEL PROFUMO”
a cura di CARMELINA NOVEMBRE e MAURA AIMAR

10 NOVEMBRE 2018 – ore 15.00
BARGE – ex officine ferroviarie
“CURIOSITA’, PETTEGOLEZZI E SUPERSTIZIONI”
a cura di MAURA AIMAR

17 NOVEMBRE 2018 – ore 15.00
BARGE – ex officine ferroviarie
“A TAVOLA CON I REALI”
a cura di LUCIANO ADRIANO e MAURA AIMAR

Info e Contatti Tel: 0175 347601 / 0175 347611 / barge@comune.barge.cn.it

 

Valle Po

Il Mombracco e #mombraccoinfoto2018

la “Montagna di Leonardo” e il contest fotografico

Più di cinquecento anni fa, il Mombracco aveva catturato l’attenzione di Leonardo da Vinci. Il genio toscano lo citò infatti in un suo trattato, decantando le proprietà della sua pietra, la quarzite, definendola bianca e senza macchie come il marmo di Carrara e dura come il porfido.

Il Monte Bracco si trova tra la valle Po, la valle Infernotto e la pianura cuneese ed è accessibile dai sei Comuni che lo circondano.  Ciò che lo rende così particolare è la ricchezza di paesaggi molto diversi e fusi fra loro: si alternano infatti zone più montane con altre per lo più piane, aree verdeggianti e boschive con placche isolate e rocciose e luoghi di culto religioso e con altri di storia pagana. E’ un luogo alternativo alle alte quote, di vedute mozzafiato da scoprire, ricco di vedute mozzafiato da scoprire e di offerte per ogni tipo di visitatore e dotata percorsi per chi ama l’aria aperta e il rapporto con la natura, l’outdoor, la bicicletta, il trekking, la MTB, l’arrampicata, il fitwalking, il bouldering…

Questa montagna di media altezza, che raggiunge la sua massima quota con la Croce di Envie, dispone di un anello di trekking percorribile in un solo giorno per i camminatori più allenati o da dividere su due giornate per rendere il viaggio più apprezzabile, con un’altitudine compresa tra i seicento e i mille metri. Numerose sono le testimonianze di antropizzazione visibili nei terrazzamenti e nelle meire in pietra costruite sotto le balme rocciose. Queste ultime sono borgate costruite interamente sotto un tetto di roccia naturale aggettante. Le abitazioni, edificate con muri in pietra a secco, legno e lose, sfruttano dunque il riparo della roccia sovrastante. La più nota e visitabile con le guide Vesulus (tel. 339.6908179) è Balma Boves (www.balmaboves.it). Sul Mombracco sono state ritrovate anche incisioni rupestri che mostrano figure umane e che risalgono all’Età del Ferro, ovvero 3000/5000 anni fa. ). Secondo una credenza locale, si narra che lungo le pendici del Mombracco siano presenti le fàje, personaggi magici simili a donne di dimensioni ridotte, di brutt’aspetto, trasandate, pelose e piuttosto dispettose.

Esistono itinerari dedicati alla mountain bike, caratterizzati da susseguirsi di sali e scendi, di ripide salite ed entusiasmanti discese su sterrato. In particolare vi sono tre anelli che consentono di percorrere la sommità del monte snodandosi in ambienti molto diversi e garantendo una splendida visuale panoramica, sia sulla pianura, sia sulla catena del Monviso. Questi sentieri salgono tra i boschi di betulle, noccioli e castagni secolari e sono racchiusi da muri di pietra a secco: i bouschet. Per informazioni e accompagnamenti, sono a disposizione le guide MTB “Discovery Monviso”.

Per gli appassionati di climbing sono presenti diverse falesie sulle quali sono state aperte innumerevoli vie, grazie ad uno stupendo gneiss che attira da sempre un crescente numero di arrampicatori. Le pareti più note agli appassionati sono quelle del versante Sud, ma la bellezza e la varietà della roccia offrono zone di scalata molto apprezzate anche sugli altri versanti.

I cultori del bouldering, invece, hanno un’autentica predilezione per i massi del Mombracco. La loro attività, che è stata riscoperta da poco tempo, ha trovato in gruppi di giovani appassionati un’energia contagiosa. Sui massi del Mombracco gli sportivi del genere si dilettano in numerosi movimenti e i campioni mondiali come Christian Core hanno disegnato nuove linee.

Per gli amanti del fitwalking cross è a disposizione un percorso di una lunghezza di circa 6 km che percorre piacevoli ambienti fra boschi di castagno a cui si alternano prati sfalciati in un contesto paesaggistico molto curato. La partenza è dall’ex Centrale di Rocchetta.

Oltre a molteplici percorsi dedicati agli sport più svariati si aggiungono le visite guidate che permettono di esplorare il mondo animale e vegetale e di riconoscere i segni dell’uomo sul territorio. Gli accompagnatori naturalistici sono disponibili per proposte a gruppi e scolaresche.

 

IL CONTEST FOTOGRAFICO #mombraccoinfoto2018

Storia e cultura, sport e mistero si intrecciano sui sentieri della “Montagna di Leonardo”: tra scorci mozzafiato sul Monviso e aperture sulla pianura, si possono scoprire antiche borgate, monasteri, incisioni rupestri, memorie di una civiltà rurale che si racconta nel legno e nella pietra.

Racconta il Mombracco attraverso la fotografia e partecipa al contest fotografico #mombraccoinfoto2018: le immagini selezionate saranno esposte in una mostra itinerante e tutti gli autori riceveranno in omaggio una copia del fotolibro ufficiale del concorso. C’è tempo fino al 31 ottobre!

L’iniziativa è promossa dall’Unione Montana dei Comuni del Monviso con la collaborazione dei Comuni di Barge, Envie, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront; la sostiene anche il Parco del Monviso insieme ad ATL Cuneese, VisitMove, Unione Montana Barge – Bagnolo Piemonte, Valli del Monviso, Vesulus Accompagnatori Naturalistici e IG Piemonte & Valle d’Aosta.

Regolamento completo su www.mombraccoinfoto.it

 

Valle Po

Il Castello di Castellar

una dimora storica dei Marchesi di Saluzzo

Il castello fu costruito nel XIV secolo a scopo difensivo, su una grande zona rocciosa che sovrasta la Valle Bronda.

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Valle Po

Cappella Marchionale e Chiesa Collegiata

Visite guidate a Revello da aprile a fine ottobre nei weekend

A Revello, anche quest’anno, per tutta la bella stagione sarà possibile visitare nei weekend e nei festivi la Cappella Marchionale e alla Chiesa Collegiata, singolarmente o entrambe.

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Valle Varaita

L’Osservatorio astronomico di Bellino

Alla scoperta dell’affascinante volta celeste

L’Osservatorio astronomico di Borgata Celle, costruito nel 2004 con i finanziamenti del PSR 2002-2006, è stato voluto dall’Amministrazione comunale di Bellino con il proposito di valorizzare la risorsa, già radicata fin dall’antichità, delle meridiane presenti sul proprio territorio. [scopri +]

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