Grand’Arte – Mutevoli Identità

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24 giugno 2017 10:00 - 18:00

Le opere in mostra saranno vendute ed il ricavato andrà a sostegno delle “case del cuore” (appartamenti per donne con bambini in condizioni di disagio economico e sociale).

“L’appartenenza e l’identità non sono scolpite nella roccia” – scrive il filosofo Zygmunt Bauman – “non sono assicurate da una garanzia a vita”, ma sono soggette a una continua trasformazione. Se in passato l’identità era garantita dalla nascita ed era la stessa società ad assicurare quel senso di appartenenza che costituiva uno dei punti fermi ai quali ancorare l’immagine del proprio io, oggi più che mai quel principio è messo in discussione dagli eventi della contemporaneità. Ci si muove sul terreno della precarietà e dell’ambivalenza. Precarie paiono essere tutte le identità del mondo di oggi. Identità mutevoli e transitorie, permeabili, in continuo divenire, che recano impresse le tracce dei cambiamenti sociali, delle scelte individuali e collettive, in bilico tra un presente effimero e un futuro quanto mai imprevedibile. Identità perdute, talvolta, ma reinventate e ritrovate nell’atto creativo, fissate nel segno che dell’io è la cifra più autentica, nell’immagine sottratta all’impermanenza del reale.

La questione dell’identità, seppure indagata e risolta in modo assai differente, è un tema cruciale nella ricerca dei cinque artisti presenti in questa esposizione, una sorta di basso continuo sul quale ognuno conduce la propria peculiare riflessione.

Lo è per Lorenzo Griotti, che da sempre rifugge dal “marchio di fabbrica”, dalla cifra stilistica compiuta e riconoscibile, dall’identità cristallizzata del “catalogo” per dedicarsi a una ricerca incessante che lo porta ad avventurarsi su terreni inesplorati, sperimentando con raffinato e gioioso lirismo le possibilità espressive della materia (come il perspex, il suo materiale di elezione) senza tuttavia subirne le facili seduzioni. Simile a un Wanderer, il viandante dell’immaginario romantico, l’artista concepisce il proprio lavoro come un susseguirsi ininterrotto di approdi e ripartenze, abbandonando la ricerca nel momento in cui essa è compiuta.

Per Anna Valla la ricerca dell’identità è invece un costante e paziente lavoro di interrogazione e di indagine a partire dal segno. L’identità è un Palinsesto – sembra voler dire l’artista – fatto di scritte, di cancellature e poi ancora di riscritture, dove il segno preme per venire alla luce con l’urgenza di una materia vitale e pulsante, dove ogni impronta lasciata dalla mano diviene la sinopia della traccia successiva in un processo reiterato fino alla cifra definitiva: la risposta all’interrogazione, la “parola” a lungo cercata.

Identità “in transito”, nel vero senso del termine, sono quelle che Guido Palmero dipinge, con una tecnica sapiente e calibrata, sui parabrezza delle auto e delle motociclette in corsa. Fugaci apparizioni sottratte all’insidia del tempo, paradigmi della mutevolezza, anche se l’istante colto dall’artista, a ben vedere, si dilata in un presente senza tempo nel quale convivono, con un effetto di spiazzante ironia, i duchi di Montefeltro, Yves Klein, i supereroi dei fumetti e anonime individualità. Per il giovane Michelangelo Giaccone la riflessione sull’identità si pone nei termini di un’indagine sul doppio, sulla necessità di pervenire a una definizione di se stessi ponendosi in una condizione di ascolto, di interrogazione. Il proprio aspetto esteriore diviene allora il luogo di incontro tra la superficie e il profondo, il visibile e l’invisibile, l’enigma e il disvelamento.

Analogamente i volti iperrealisti di Alessandro Infuso, catturati nell’attimo in cui l’emozione fugace ne altera i lineamenti lasciando affiorare ciò che attiene alla sfera dell’invisibilità, ci pongono di fonte al paradigma dell’impermanenza, del panta rei, mostrandoci “ciò che è sotto gli occhi di tutti ma che non tutti vedono”, per dirla con Wittgenstein. Perché l’arte ha a che fare proprio con questo: la non ovvietà.

Artisti in mostra Michelangelo Giaccone, Lorenzo Griotti, Alessandro Infuso, Guido Palmero, Anna Valla
è presente in mostra un ricordo di Franco Bongiovanni.

La mostra è aperta il mercoledi, venerdi, sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 18.


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